Elena Sangro: indipendenza e caparbietà ancora da raccontare - Intervista a Roberta Presenza, scrittrice dei testi dello spettacolo su Elena Sangro
 
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Elena Sangro: indipendenza e caparbietà ancora da raccontare

Intervista a Roberta Presenza, scrittrice dei testi dello spettacolo su Elena Sangro

Foto di Costanza VespasianoIn occasione della Giornata Internazionale della Donna, i ragazzi della classe IV Liceo Musicale del Mattioli hanno deciso di raccontare Elena Sangro. I testi originali dello spettacolo sono stati scritti da Roberta Presenza a cui abbiamo posto alcune domande in merito alla sua ampia ricerca su questa figura femminile rimasta sconosciuta ai più.

Elena Sangro è stata per anni una donna dimenticata da tutti. Come mai lei si è appassionata proprio a questa figura e cosa l'ha spinta a "riportarla in vita"?

Mi sono appassionata alla figura di Elena Sangro l'anno scorso perché proprio nel 2017 ricorreva il 120° anniversario della sua nascita. Mi è stato chiesto di creare una piccola mostra in occasione di questo anniversario, mostra che è stata realizzata in estate. Una piccola esposizione di documenti, fotografie, cartoline che con semplicità e spontaneità hanno offerto una personale interpretazione dell'attrice. Mi sono appassionata a questa donna perché ho notato che c'era molto di più da raccontare rispetto a quello che è stato scritto di lei durante la sua vita e dopo la sua morte: il suo nascere e reinventarsi davanti ai grandi cambiamenti, il suo corpo non più giovane, un amore purtroppo finito, una carriera costruita interamente da sola.

Abbiamo visto che verso la fine della sua vita, Elena Sangro, dovette assumere un'identità maschile per farsi strada come regista. Lei si può considerare una donna emancipata rispetto alle altre donne della sua epoca? Com'è cambiata la figura della donna dagli inizi del Novecento ad oggi? Si è arrivati a un'emancipazione totale o persistono ancora fenomeni di disparità di genere?

I fenomeni di disparità di genere purtroppo ci sono ancora e ce ne rendiamo conto tutti i giorni aprendo qualsiasi giornale o sentendo notizie in tv. Queste differenze possiamo trovarle in ambito lavorativo ma anche all'interno dell'ambito familiare. Elena Sangro è da prendere come esempio per quello che ha fatto durante la sua vita. In quanto donna emancipata ha portato avanti la sua carriera completamente da sola, senza l'appoggio di un padre o di una famiglia; nessuno l'ha aiutata nelle sue scelte di vita e il tutto in un periodo storico in cui le donne vivevano sotto l'ala protettrice di un uomo e di un casato. Lei non si è mai sposata e ha dimostrato di essere una donna indipendente, caparbia e dalla personalità forte. Non ha avuto necessariamente il supporto di un uomo per fare quello che si era prospettata per la sua vita. E' nota per aver assunto, nel corso della sua esistenza, molteplici nomi: nasce Maria Antonietta, diventa l'attrice Elena Sangro, è Ornella tra le braccia del Vate e successivamente si reinventa come cantante e regista con il nome di Lilia Flores e Anton Bià. E' sicuramente una figura da prendere a modello. Purtroppo oggigiorno ancora molte donne riescono a fare carriera grazie solo ed esclusivamente al loro aspetto esteriore oppure perché “accompagnate” da uomini. Bisogna far emergere l'intelligenza.

Com'è avvenuta la ricerca storica delle informazioni biografiche di Elena Sangro?

La ricerca storica è avvenuta inizialmente tramite Internet e grazie a supporti che mi sono stati forniti da Francescopaolo D'Adamo e Stefano D'Adamo, persone con cui io collaboro spesso nell'organizzazione delle mie mostre e che sono dei veri e propri detentori di quella che è la storia di Vasto. Poi sono andata avanti facendo ricerche in varie biblioteche: Bologna per quanto riguarda le ricerche bibliografiche e Roma per quanto riguarda le ricerche più strettamente legate al discorso cinematografico. Il mio studio sulla Sangro è in continuo divenire. Quest'evento realizzato nella vostra scuola è solo un tassello di quello che è il mio percorso di studi e approfondimento sulla Sangro. Ad oggi le mie ricerche sono indirizzate verso il periodo della sua vita in cui diventa la cantante Lilia Flores esibendosi in concerti trasmessi nelle prime trasmissioni radiofoniche e lo studio della sua esperienza come regista, con lo pseudonimo maschile Anton Bià, diventando autrice di vari documentari che raccontano le bellezze artistiche della sua amata Roma.

Come sta vivendo questa esperienza insieme a noi ragazzi?

Estremamente bene. Mi piace veramente tanto perché è la prima volta che lavoro con dei ragazzi. Solitamente lavoro in ambiti dove risulto essere io quella più piccola. Per la prima volta mi relaziono con chi ha la metà dei miei anni. Sono arrivata qui con grandi aspettative e devo dire che non sono state disattese. Avete fatto tutto quello che vi è stato chiesto e l'avete fatto con l'entusiasmo dei vostri anni facendomi tornare un po' ragazzina. Mi avete insegnato molto. Spero di aver lasciato qualcosa in voi e di incontrarvi di nuovo in futuro, magari per un altro progetto insieme.

 

Lorenzo De Cinque


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