L’immigrazione: benefici e problemi - Riflessioni sul fenomeno che può cambiare la società
 
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L’immigrazione: benefici e problemi

Riflessioni sul fenomeno che può cambiare la società

Il nostro vocabolario definisce il termine immigrazione in questo modo: "insediamento e permanenza, con carattere temporaneo o definitivo in un luogo, di persone provenienti dall'estero o da altre zone del territorio nazionale in cerca di lavoro o di miglioramento economico".

Oggi, quello dell’immigrazione è considerato uno degli argomenti più attuali e delicati. Già nel passato tale fenomeno aveva influenzato la vita sociale, politica ed economica dei Paesi coinvolti, ma negli ultimi anni stiamo assistendo ad un forte aumento dell’evento.

Il fenomeno presenta notevoli implicazioni e mostra sia dei benefici sia dei problemi. Sicuramente può crearsi l’opportunità di un reciproco scambio sociale e culturale: conoscere usi e tradizioni di altre etnie permette di avere una visione della vita molto più ampia. Per alcuni studiosi il flusso migratorio non può che migliorare la condizione critica dovuta al calo di natività presente in alcuni Paesi, non esclusa l’Italia. Attraverso l’integrazione si possono avere famiglie giovani, lavoratrici e multietniche, che aiutano a risolvere il problema demografico con la formazione di nuovi nuclei familiari e nuove nascite. Quindi, avere immigrati che risiedono e lavorano in Italia può avere un’influenza positiva.

Ma c’è anche l’altra faccia della medaglia. La popolazione straniera continua a crescere, anche se di lavoro ce n’è sempre meno. L’Ocse, in un rapporto di qualche anno fa ha messo in evidenza come l’Italia è il Paese che dal 2000 ha ricevuto i più alti flussi migratori sulla popolazione totale. Il 2017 è stato l’anno record come numero di sbarchi. Circa 10.700 persone sono approdate sulle coste italiane. Questi numeri dovrebbero costituire la base di una seria discussione politica.

Per un Paese che da sempre ha nel lavoro il principale luogo di integrazione degli stranieri, la situazione si fa preoccupante. Soprattutto, se si considera che tutta Europa, non solo l’Italia, è attraversata da un sentimento di fastidio, se non di malcelata ostilitàverso chi è stranieroCreare una vera integrazione non è facile: usi, tradizioni e costumi troppo differenti, leggi divergenti. Si pensi alla poligamia che vige nei paesi Islamici.

L’immigrazione è dunque un fenomeno enorme e complesso, capace di cambiare il volto di una società. Se in meglio o in peggio, sta a noi deciderlo. La problematica presenta delle criticità soprattutto nei periodi di crisi economica, come quello che attualmente si sta vivendo. Purtroppo in questo periodo il lavoro è diminuito, la disoccupazione è aumentata e trovare lavoro per tutti, sia Italiani che immigrati, è sempre più difficile. L'emigrazione è un problema che colpisce anche i giovani italiani che si ritrovano a loro volta "immigrati" negli altri Paesi.

Non bisogna dimenticare che il “fenomeno” immigrazione è fatto da uomini in carne ed ossa, con le loro storie, le loro speranze, le loro paure e debolezze, i loro diritti (e i loro doveri), la loro creatività, la voglia di rendersi utili (o di approfittare delle situazioni), i loro vincoli familiari. La dimensione dell’immigrato-uomo spesso è trascurata anche da coloro che vedono nell’immigrazione solo una risorsa. Proprio questa dimensione di umanità può essere calpestata e offesa, se l’immigrazione è incoraggiata senza nessuna gestione o controllo.

 

Martina Ferrin


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