Le foibe: un orrore che interpella le nostre coscienze - Girarsi dall’altra parte per far finta di non vedere. L’ORRORE non ha attenuanti
 
Stai leggendo il giornale digitale di Mattioli San Salvo su
Clicca qui per leggere il giornale di un altro Istituto.

Le foibe: un orrore che interpella le nostre coscienze

Girarsi dall’altra parte per far finta di non vedere. L’ORRORE non ha attenuanti

L’articolo 1 della legge n. 92, entrata in vigore il 30 marzo 2004, dice che: “La Repubblica riconosce il 10 febbraio quale «Giorno del ricordo» al fine di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale.”

Il Giorno del ricordo di quest’anno è iniziato con una semplice cerimonia tenutasi presso il Monumento ai Caduti, durante la quale c’è stata la deposizione di una corona di fiori a cura dell’Amministrazione Comunale e a cui hanno partecipato il Consiglio Comunale dei Ragazzi dell’Istituto Comprensivo 1, una rappresentanza degli studenti del Mattioli, le Associazioni Combattentistiche e d’Arma ed il comandante della Compagnia dei Carabinieri di Vasto, Amedeo Consales.

In seguito, presso l’aula magna del nostro istituto, si è tenuto un incontro tematico commemorativo, volto a sensibilizzare noi ragazzi e ad indurci alla riflessione. La manifestazione ha avuto inizio con la lettura di un monologo dal titolo “Rievocando le foibe”, seguito dall’orchestra della scuola secondaria di primo grado “Salvo D’Acquisto”, che ha eseguito l’inno nazionale ed europeo. A fare gli onori di casa è stata la nostra Dirigente, la professoressa Annarosa Costantini, che ha rivolto i propri saluti ai ragazzi ed alle numerose autorità intervenute, tra cui il Prefetto di Chieti Antonio Corona, il Dirigente dell’Ufficio Scolastico Provinciale, Carlo Pisu, ed il Vicesindaco Maria Travaglini. E’ seguita poi una ricostruzione storica, attraverso la proiezione di un cortometraggio di “Rai Storia” sulle foibe e la lettura di testi a tema, tra cui la canzone di Sergio Endrigo “1947”.

La particolarità dell’incontro è stata nella ricostruzione degli avvenimenti, che non è stata affidata ad esperti nel settore, bensì a ragazzi della nostra scuola che, coordinati dai docenti Davide Aquilano e Sabrina Di Filippo, hanno saputo inquadrare perfettamente il contesto storico ed hanno reso chiara la successione delle vicende; sono stati i veri relatori del convegno e questa esperienza è stata esempio lampante di quanto sia importante e produttivo lasciare la parola ai ragazzi.

Altro elemento altrettanto importante è il significato e l’interpretazione che noi ragazzi diamo a questa giornata. La nostra Dirigente, durante il suo discorso di apertura, ha affermato: “La nostra identità affonda le radici nella storia passata”. E’ fondamentale per noi ragazzi, quindi, conoscere quello che è stato il nostro passato, per poter comprendere il nostro presente ed essere migliori nel nostro futuro. “Historia vero testis temporum, lux veritatis, vita memoriae, magistra vitae, nuntia vetustatis” (Cic., De Oratore).

Solo attraverso la conoscenza del passato saremo in grado di capire il senso di ciò che ci circonda, saremo capaci di progettare il futuro.

Noi giovani però fatichiamo a comprendere perché questa parte di storia sia spesso omessa dai libri scolastici; perché un eccidio di tali proporzioni sia ridotto, il più delle volte, a poco più di due paragrafi.

Che bisogno c’è di filtrare la storia? Una delle ragioni, secondo lo storico Sabbatucci, sarebbe in qualche modo psicologica; questa parte di storia avrebbe potuto ricordare ciò che l’Italia cercava di dimenticare, tutto quello che rimandava al disastro della seconda guerra mondiale sarebbe stato dunque volutamente rimosso. Inoltre, secondo lo storico, ci furono anche ragioni ideologiche che impedirono alla sinistra italiana di prendere posizione contro i partigiani di Tito; per le forze politiche di governo invece gli esuli istriani costituivano un ulteriore problema.

Ma davvero può la sola Giornata del ricordo risarcire le vittime delle foibe e i loro cari per il torto subito? Non è forse necessario una ricostruzione storica più profonda che superi le divisioni di parte e restituisca dignità a chi morì in modo tanto drammatico per colpe vere o presunte? L'orrore è orrore, non ha mai attenuanti!

Fabiola Rossi


Condividi questo articolo




 

edit

Scrivi su Scuolalocale clear remove

Scrivi un articolo e invialo alla redazione di un Istituto
account_circle
email
local_phone
pin_drop
Seleziona la redazione del tuo Istituto o quella alla quale vuoi inviare il tuo articolo

edit
mode_edit
Foto attach_file
Indietro
thumb_up

Il tuo articolo è stato inviato alla redazione da te indicata!

Attendi una loro risposta, grazie!

doneChiudi
Racconta la tua esperienza Scuola-Lavoro!
Inserisci i tuoi dati, seleziona il progetto di alternanza e racconta l'esperienza; la redazione di Scuolalocale del tuo Istituto riceverà queste informazioni e le pubblicherà su Scuolalocale.
account_circle
email
local_phone
pin_drop
Seleziona la redazione del tuo Istituto o quella alla quale vuoi inviare il tuo articolo
Seleziona il progetto che vuoi raccontare, non c'è? Chiedi subito al tuo tutor aziendale di inserirlo!
mode_edit
mode_edit
mode_edit
mode_edit
mode_edit
mode_edit
mode_edit
mode_edit
mode_edit
Foto attach_file
Indietro
thumb_up

Il tuo articolo è stato inviato alla redazione da te indicata!

Attendi una loro risposta, grazie!

Invia la tua Idea clear remove

Descrivi la tua idea e inviala a Scuolalocale.
account_circle
pin_drop
Seleziona il tuo Istituto

Seleziona l'ambito della tua idea

mode_edit

thumb_up

La tua idea è stato inviata a Scuolalocale!

Grazie!

doneChiudi
Chiudi
Chiudi