Codici comici - Rappresentazione teatrale del Gruppo Scolastico Demoveo
 
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Codici comici

Rappresentazione teatrale del Gruppo Scolastico Demoveo

Foto di Valentina D'Aulerio

Ieri, giovedì 1 Febbraio, presso l'Auditorium Mattioli, si è tenuto lo spettacolo "Codici comici", ideato e presentato dal Gruppo Teatrale Scolastico Demoveo.

 Guidato dagli studenti Roberta Buzzelli e David Theurillat, il gruppo è diretto da Francesco Cervellino che ha realizzato, insieme a tutti i ragazzi della compagnia, il primo lavoro di quest'anno scolastico.

 Le presentatrici Lorenza, Serena e Miriam hanno introdotto ogni scena con passione ed encomiabile diligenza.

 Lo spettacolo è iniziato con un'analisi della storia della comicità. La burla, spiegano le ragazze che presentano, ha origini antichissime: esiste fin dalle prime comunità. Nel sedicesimo secolo (esattamente nel 1545) essa divenne un mestiere, con la formazione della prima compagnia teatrale in seguito ad un atto notarile. Grazie all'eleganza e alla maestria dei recitanti è stato possibile portare sul palco diversi “tipi di umanità” fino ad arrivare ad escludere le parole creando comicità dai soli movimenti del corpo, provocando lo stupore e le risate del pubblico. La bravura dei “clown” ha portato tutti (poeti, scrittori, attori) a dimostrare che la voce non è necessaria per l’ esito dello spettacolo, a volte può non essere inclusa. Nel ventesimo secolo si sono sviluppate nuove forme di teatro, con l’inserimento di luoghi e di persone della quotidianità che, grazie ad una buona dose di fraintendimenti e cattiveria, danno luogo allo sketch, alla commedia dell'assurdo.

I ragazzi, con divertenti scenette, hanno dimostrato ciò che è stato annunciato, creando un'atmosfera ludica, adatta a bambini e ragazzi che hanno riempito la platea di risate.

Lo sketch iniziale, recitato da MatteoYahya e Charlotte, prende il titolo di "Amore e Sdegno". Mentre il primo personaggio (interpretato da Matteo) è innamorato di Charlotte che non lo considera, la ragazza, a sua volta, si strugge d’amore per Yahya che di lei non vuol saperne. I tre interagiscono tra loro con brevi battute, in una scenetta ripresa dalle commedie seicentesche, per una breve “love story” dinamica e piacevole.

Nel secondo sketch, David e Luca vestono i panni di due comandantiMatamoros e Orazio, rispettivamente di origine spagnola e campana, discendenti di Pirgo Polinice, il “Miles Gloriosus” di Plauto, che si contendono l’attraente Esmeraldina, interpretata da Charlotte. Orazio è il fidanzato di Esmeraldina e, tornando da una festa, trova il suo nemico giurato Matamoros sotto casa della sua bella che, affacciata alla finestra, nega tutto. Tra i due è subito guerra. Tra insulti spagnoli e campani e coraggiose battaglie con la spada, accompagnato dall’ilarità degli spettatori presenti, il comandante Matamoros si arrende, lasciando il rivale a festeggiare dopo aver riconquistato l’amata.

Entrano poi in scena RobertaAlice e Valeria. Loro vogliono catturare l’attenzione di Matteo, che sta riposando. Le ragazze, senza mai dire una parola, cercano di sedurre il giovane con baci volanti, fiori e, perché no?.. mettendo in mostra il loro bel corpo. Nessuno dei tentativi va in porto dato che, come le tre amiche scoprono subito dopo, Matteo è un non vedente. Mentre lui si avvia verso la porta aiutato da un bastone, il pubblico divertito comprende che si può ridere anche in assenza di battute.

Lo stesso concetto viene rappresentato nel quarto sketch, in cui tutti, dopo un’esilarante stretching di gruppo, improvvisano una corsa a rallentatore durante la quale si verifica un immenso effetto domino e ognuno cade sull’altro. A completare il tutto ci pensa Roberta che, con “colpi di pistola”, atterra chi stava per rialzarsi, per poi esultare felice. Il risultato complessivo è reso più avvincente dall’utilizzo, come nella scena precedente, dei classici e intramontabili nasi rossi di spugna, tipici dei clown.

Il quinto sketch è un perfetto esempio di commedia dell’assurdo. Tra i tanti fraintendimenti, Yahya deve sostenere un colloquio per un corso di addestramento per manager, tenuto da Luigi. Il capo cerca, all’insaputa dello spaventato ed intimidito Yahya, di farlo reagire alle sue provocazioni, portandolo all’esasperazione. Quando ottiene l’effetto sperato, dopo che quattro assistenti hanno assegnato voti alti al ragazzo per la sua performance, Luigi comunica all’esaminato che i posti di lavoro sono stati già assegnati due settimane prima. Il povero malcapitato, tra le risate di tutti, piange e si strugge, e viene portato via dai tecnici DavidFrancesco e Gabriele.

Proprio questi ultimi sono i protagonisti della scena finale in cui la cavia Gabriele sperimenta i due tipi di caduta: lo sgambetto (la caduta primaria), e la rimozione a sorpresa della sedia (caduta secondaria). Successivamente si testano le diverse varianti di lancio, con l’aiuto di un altro classico della comicità: la torta in faccia. La vittima viene bombardata, tramite piatti colmi di schiuma da barba, da tiri diretti, laterali, a sorpresa, sconci e complessi. Ultimo, ma non per importanza, il lancio inaspettato, direttamente dalla presentatrice Lorenza.

Così, tra il sorriso generale e i ringraziamenti alla Dirigente scolastica, prof.ssa Maria Grazia Angelini, al tutor Francesco Cervellino, agli attori e agli spettatori, termina lo spettacolo. Tra un tuffo nella storia del teatro e un’ampia comicità, la rappresentazione è stata apprezzata da grandi e piccini, per l’originalità, la bravura e la preparazione dei protagonisti, che sono riusciti a catturare l’attenzione di tutti nella dimostrazione di un codice famoso ma poco considerato: quello teatrale.

Come frase posta a conclusione dell’evento una citazione del celebre Carlo Goldoni: “Se il popol ride e degno applaude, il comico sarà pieno di laude”. Non si può allora che lodare i ragazzi che, con tanto impegno ed infinita dedizione, hanno realizzato questo spettacolo. Auguriamo loro di proseguire su questa strada e continuare a coltivare questa grande passione!

 

Sara Della Gatta


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