Curiosità sul "nostro" Filippo Palizzi - Vogliamo sapere qualcosa su colui che ha dato il nome alla nostra scuola?
 
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Palizzi Cultura 11/05/2017 11/05

Curiosità sul "nostro" Filippo Palizzi

Vogliamo sapere qualcosa su colui che ha dato il nome alla nostra scuola?

Filippo PalizziFilippo Palizzi nacque a Vasto il 16 giugno del 1818  e morì a Napoli l'11 settembre 1899, all'età di 81 anni.

Fu quinto di 13 figli, tutti portati per l'arte, tant'è che la sua famiglia, in paese, era soprannominata come "la famiglia delle tredici muse". Molta importanza nella vita dei 13 fratelli ebbe uno zio materno poiché li portava molto spesso a visitare un artista popolare, scultore di presepi, che influenzò molto la mentalità del "nostro" Palizzi. 

Filippo, nel 1837, ottenendo dal Comune di Vasto un assegno mensile, poté raggiungere a Napoli suo fratello Giuseppe, al quale era molto legato. Nella città partenopea venne ammesso alla Reale Accademia delle belle Arti.
Napoli fu la città in cui si avviò la sua crescita artistica: qui vinse il primo premio per  "Il più bel disegno di vacche", tale premio sembra essere stato decisivo per la scelta del nostro di dedicarsi interamente agli animali, nel qual genere fu un insuperato maestro già a soli ventiquattro anni. 
Riuscì così a distinguersi particolarmente nella rappresentazione di ambienti naturali e di animali campestri. L’Accademia, suo trampolino di lancio, fu anche un luogo di dolore: Filippo, infatti, decise di abbandonarla qualche mese dopo la sua ammissione, pubblicandone i motivi, molti anni dopo (1862), nel saggio polemico intitolato "Un artista fatto dall'Istituto di Belle Arti", scritto subito dopo aver abbandonato l'incarico di redigere e riformare l'istituto.
Nella sua formazione hanno inciso anche i suoi viaggi in Europa. Nel 1842 intraprese il suo primo viaggio all'estero, fino in Romania, a Galati, chiamato dal principe Maronsi per insegnare pittura al figlio in Asia Minore. 
Collaborò anche con un celebre editore svizzero, amante di Napoli, Francesco De Bourcard, che ideò una raccolta di testi (scritti appunto dall'editore) accompagnati da cento litografie (realizzate da Palizzi con l'aiuto di altri pittori e disegnatori), rappresentanti la vita popolare napoletana con una tiratura molto limitata (solo 100 copie!).
La raccolta andò subito "a ruba" e ad oggi realizzare una mostra con tutte le 100 tavole, sarebbe una vera e propria impresa!
Eseguì tanti altri lavori, tutti svolti nel miglior modo possibile, fra i quali i pavimenti delle Logge di Raffaello nel Vaticano. Diventò vicepresidente dell'Accademia di archeologia, lettere e belle arti, ed infine presidente dell'Istituto di belle arti.
Nel 1898, ai concittadini del Vastese, dedicò e donò, la grande tela "Ecce Agnus Dei", dipinta durante i suoi ultimi anni di vita. Essa venne collocata nella chiesa di San Pietro, che fu demolita dopo la grande frana del 1956; il quadro fortunatamente rimase illeso e venne trasferito nella Pinacoteca di Vasto, come tanti altri suoi lavori, non solo pitture e disegni, ma anche oggetti artistici di vario genere. Le sue opere però abbelliscono anche la Galleria d’arte moderna a Roma e il museo di Capodimonte a Napoli.

Insomma, Filippo Palizzi, fu un uomo che fece della sua passione l'unica ragione di vita, mettendo in tutto quello che faceva tanta determinazione ed impegno! Questo dovrebbe essere un monito e un’esortazione per noi studenti frequentanti l’istituto che porta il suo nobile nome.

 

Sara Bucciarelli

 

di Redazione Palizzi


Parole chiave:

filippo palizzi , scuola , vasto

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