Per non dimenticare: gli studenti vastesi e la storia del ‘900 - ‘’Il Vajont di tutti’’: riflessione con le scuole
 
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    Palizzi Cultura 23/03/2017 23/03

    Per non dimenticare: gli studenti vastesi e la storia del ‘900

    ‘’Il Vajont di tutti’’: riflessione con le scuole

    Un allestimento teatrale volto a rendere attuale la tragedia del 9 ottobre 1963, quando dal fianco del Monte Toc, tra il Friuli e il Veneto, un’enorme frana precipitò nel bacino artificiale del Vajont, realizzato tramite una diga di dimensioni record ed in tempi brevissimi. L’ondata d’acqua generata dallo smottamento portò distruzione e morte nei paesi limitrofi, ed il comune di Longarone, sotto la gigantesca diga, venne completamente cancellato.

    Lo scorso sabato, si è tenuta, presso il Teatro Politeama Ruzzi di Vasto, la rappresentazione teatrale ‘’Il Vajont di tutti… riflessi di speranza’’, organizzata dall’Associazione Ouverture e diretta dall’attore e cantante Andrea Ortis.

    A partecipare allo spettacolo molti studenti vastesi, tra cui i ragazzi del Palizzi, che nei giorni precedenti sono stati i protagonisti di un momento di riflessione, nell’aula magna dell’Istituto, tra l’Associazione e una superstite del disastro del Vajont, Micaela Coletti.

    Ortis porta in scena una ricostruzione precisa e coinvolgente della storia della diga, dal primo progetto alla notte della tragedia che causò la morte di circa 2000 persone. Lo scenario si apre con la presentazione del territorio coinvolto e della società che costruì la diga per la fornitura di energia elettrica: la SADE. Una diga alta 261 metri con una capienza di oltre 160 milioni di metri cubi d’acqua… un progetto così imponente realizzato senza tener conto delle conseguenze che avrebbe potuto causare e senza nessun rispetto per i cittadini dei comuni delle vicinanze: Erto, Casso e Longarone.

    La rappresentazione ha esteso poi lo sguardo ad altre tragedie, come i terremoti dell’Aquila e di San Giuliano di Puglia e l’alluvione di Genova.

    ‘’Il Vajont di tutti’’ non è semplicemente una ricostruzione storica, bensì un racconto che vuole infondere forza e coraggio, vuole lasciare un messaggio positivo per chi incorre disgraziatamente in simili tragedie, affermando che si può andare avanti ricominciando la propria vita da zero.

    La scelta di narrare questa storia attraverso il teatro è una scelta vincente, poiché, essendo il teatro una forma d’arte che rende il racconto più vivo e  avvincente, con esso si stimolano emozioni e si sviluppano le capacità critiche dei ragazzi; sicuramente dovrebbe essere più presente nella vita di tutti.

                            Giorgia Berardini

    di Redazione Palizzi


    Parole chiave:

    9 ottobre 1963 , vajont

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