“La mia vita per sempre”, un libro che porta a riflettere - "Questo libro lo dedico alle mie figlie, a mio marito e a mio padre"
 
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Palizzi Interviste 23/01/2017 23/01

“La mia vita per sempre”, un libro che porta a riflettere

"Questo libro lo dedico alle mie figlie, a mio marito e a mio padre"

Ph. Chiara Di SantoQuante volte abbiamo sentito parlare di violenza sulle donne, di femminicidi, di donne che non trovano la forza di reagire e che si rassegnano a vivere situazioni disumane?

Queste sono le tematiche che affronta il libro “La mia vita per sempre”, scritto dalla docente di matematica Teresa Di Santo e pubblicato nel 2013.

La scrittrice racconta storie, realmente accadute, di donne che hanno subìto violenze. Nei racconti emerge il dolore, ma soprattutto la rabbia, quella rabbia che, per fortuna, spinge sempre più donne a denunciare questi episodi e a porre fine ad una vita di sottomissione.

Teresa Di Santo partecipa attivamente alle iniziative di antiviolenza, infatti è presidente dell’associazione Emily Abruzzo ed è responsabile del Centro Antiviolenza di San Salvo dove offre assistenza a tutte le donne.

Per approfondire l’argomento e conoscere meglio “La mia vita per sempre” abbiamo deciso di intervistare l’autrice del libro insieme alla prof.ssa Francesca D’Alfonso, la quale è promotrice dei progetti della docente Di Santo.

Prof.ssa Di Santo, qual è il significato del titolo "La mia vita per sempre"? E di cosa parla brevemente il libro?
“La mia vita per sempre” nasce dalla mia esperienza con donne che ho incontrato per caso, a partire da quando avevo circa 22 anni. La prima storia racconta proprio un incontro sul treno, mentre andavo all’università,  con una donna che mi ha avvicinato e mi ha raccontato la sua storia di violenza. Il libro inizialmente nasce con un titolo diverso, ma nel corso dell’elaborazione di queste storie, per via del messaggio di positività, di speranza che volevo lasciare a tutte le persone che lo avrebbero letto ho deciso di cambiarlo in "La mia vita per sempre" a dimostrazione che una vita può cambiare per sempre solo se c’è la denuncia delle violenze subìte, soprattutto quando sono mamme a subirla, poiché hanno una responsabilità non solo verso se stesse ma anche nei confronti dei figli.

Ph. Chiara Di Santo

Cosa l’ha spinta a scrivere questo libro? Un episodio o esperienza in particolare o semplicemente la sua sensibilità verso la violenza sulle donne?
In realtà io non ho mai pensato di scrivere questo libro. Ero in un periodo brutto della mia vita perché stavo perdendo mio padre e una sera mi sono chiusa nel mio studio ed ho iniziato a scrivere fino ad arrivare alla stesura di ben sei storie. La settima ed ultima storia è quella che mi è più costata, una storia di dolore, di una ragazza molto giovane che subiva violenza ripetutamente. È una storia che racconta la paura e la vergogna. Mi sento arricchita ogni volta che incontro i giovani perché ritengo che l’educazione a riconoscere la violenza o qualsiasi tipo di malessere nasca proprio dagli adolescenti, che altrimenti tengono tutto dentro e vengono spinti a compiere gesti non adeguati.

Cosa la spinge ad impegnarsi nell’associazione Emily Abruzzo e nel centro antiviolenza di San Salvo?
L’associazione Emily Abruzzo nasce nel 2007 come associazione di donne impegnate nella cultura, nella politica e nel volontariato, di lì a breve diventa un’associazione che gestisce il centro antiviolenza SAVE (Sportello Antiviolenza Emily). Tramite questa associazione il mio obiettivo è aiutare, insieme ad altre operatrici (psicologhe e avvocati) le donne che decidono di reagire e si rivolgono al centro. Il secondo obiettivo, ma non per importanza, è fare formazione nelle scuole. Abbiamo avuto grande soddisfazione in particolare con il progetto ‘’Manuela’’, che abbiamo elaborato e che ha messo in rete 5 scuole del territorio: l’I.I.S G. Boccardi di Termoli, l’ITSET F. Palizzi di Vasto, l’Istituto Omnicomprensivo Spataro di Gissi, l’Istituto Tecnico Agrario di Scerni e l’Istituto Superiore Mattioli di San Salvo. Tale progetto volge a formare i ragazzi e soprattutto a spingerli ad educare i loro coetanei contro la violenza di genere, al rispetto della persona e delle regole ed è stato portato avanti da me in collaborazione con la Prof.ssa D’Alfonso

Ph. Chiara Di Santo

Cosa vuole raggiungere con la pubblicazione del libro?
Con la pubblicazione del libro io ho concluso la mia idea di formazione, non ho mai pensato ad un guadagno economico, tant’è che il ricavato del libro è andato in beneficenza e molti libri li ho regalati, perché ritengo che questo libro debba avere l’unico scopo di aiutare chi ne avesse bisogno ad avere coraggio e quindi a denunciare eventuali violenze subìte. Volevo soprattutto aiutare le donne a riconoscere che in quel momento, in passato, o da tanto stavano subendo violenza, perché spesso essa viene riconosciuta solo attraverso maltrattamenti a livello fisico. In realtà le violenze peggiori sono quella psicologica e quella economica, che non tutti riescono a riconoscere

Il libro è dedicato ad una persona in particolare?
Assolutamente sì. Il libro è dedicato alle mie figlie, perché è un libro che parla di donne ed il mio impegno ad educare generazioni giovani come voi nasce soprattutto da loro. È dedicato a mio marito, ed è dedicato in primo luogo a mio padre, che mi ha sempre spinto a realizzare i miei sogni, che non sono necessariamente di tipo economico, parlo soprattutto di sogni di valori, che io a mia volta cerco ogni giorno di trasmettere alle mie figlie e ai miei alunni

Prof.ssa D’Alfonso, qual è il suo pensiero e qual è il suo rapporto con gli alunni nei riguardi di questo tema?
La mia adesione al progetto presentato dalla prof.ssa Di Santo si inserisce in un percorso di sensibilizzazione dei ragazzi nei riguardi di tale tematiche e di avvicinamento all’associazione per farne comprendere la valenza come luogo in cui donne in difficoltà possano trovare risposte, sfogarsi, condividere storie… persone disposte ad aiutarle, perché altrimenti vivrebbero nella disperazione, e credete, sono ancora tante le donne che insieme ai loro figli vivono la violenza in silenzio.

Dalle osservazioni delle nostre insegnanti emerge l’importanza di sensibilizzare noi adolescenti attraverso un percorso di formazione. Crediamo sia una cosa fondamentale in quanto, nell’età del raggiungimento della maturità, è giusto che i ragazzi comprendano l’importanza della sicurezza e del benessere all’interno delle relazioni affettive ed inizino a portare avanti un ideale diverso da quello che accomuna ancora molte persone.

 

Giorgia Berardini & Serena Di Pietro

 

 

 

di Redazione Palizzi


Parole chiave:

lamiavitapersempre , profdisanto

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